Anthony Giddens – Capitalismo e teoria sociale. Marx, Durkheim, Weber

Capitalismo e teoria sociale. Marx, Durkheim, Weber

Il capitalismo industriale ha forgiato la società in cui viviamo, e dall’analisi della sua ascesa e delle sue conseguenze è nata la sociologia, disciplina di cui Karl Marx, Émile Durkheim e Max Weber si possono ritenere i padri fondatori. Questo saggio di Anthony Giddens costituisce uno studio delle categorie fondamentali che le loro opere hanno offerto e continuano a offrire alla teoria sociale, utile per sgombrare il campo da troppe interpretazioni frettolose. Il carattere aperto dei rispettivi sistemi di pensiero accomuna Marx, Durkheim e Weber, che mai intesero la loro opera come un’ortodossia. La loro eredità, quindi, non si esaurisce nelle indispensabili chiavi interpretative della modernità che hanno coniato – come la classe, l’anomia o lo spirito del capitalismo -, ma si estende anche al piano metodologico. La teoria marxiana è presentata nella sua sostanziale continuità, ridimensionando le tradizionali contrapposizioni fra “il giovane Marx” e il Marx della maturità. Della sociologia durkheimiana Giddens recupera la dimensione storica, trascurata dalla dominante interpretazione funzionalista, e dell’opera di Weber ricostruisce, dietro la molteplicità dei campi d’indagine, l’unitarietà del metodo scientifico. Nella parte conclusiva di “Capitalismo e teoria sociale”, Giddens passa a discutere – senza mai smarrire l’equilibrio fra rigore dell’analisi e chiarezza dell’esposizione – i principali punti di contatto e discontinuità fra Marx e gli altri due autori…

Manuel Castells – Reti di indignazione e speranza

Reti di indignazione e di speranza - Nuova edizione

L’insuccesso della rivoluzione siriana e della primavera araba non significano di certo la fi ne dei nuovi movimenti. Dall’uscita della prima edizione di questo libro (2012), ne sono sorti altri: in Brasile (con il Movimiento Passe Livre che occupa l’Avenida Paulista – una protesta che andrà avanti per mesi); e poi Gezi Park a Istanbul, l’occupazione di Maidan Square a Kiev, la rivoluzione degli ombrelli a Honk Kong, le proteste in Messico, Podemos in Spagna, il Movimento 5 Stelle in Italia. C’è una cosa che, pur nella diversità, hanno in comune: sono tutti inestricabilmente legati alla creazione di reti di comunicazione autonome, supportate da Internet e da trasmissioni wireless. Castells è in grado di rispondere onestamente e criticamente alla domanda che molti osservatori ponevano a questi movimenti: «E allora, quali sono gli specifi ci esiti, quali i risultati tangibili sul piano sociale? Quale è stato, ammesso che ci sia stato, il loro impatto sui sistemi politici e sulla politica concreta?» Ed è in grado di denunciare anche gli aspetti più ambigui di movimenti che utilizzano la Rete, quali ad esempio il Movimento 5 Stelle, una delle novità di questa edizione.

Charles Seife – Le menzogne del Web. Internet e il lato sbagliato dell’informazione

Le menzogne del Web

La tanto decantata «democrazia digitale» si situa appena un passo prima della dittatura degli stupidi e dei creduloni. Serve un antidoto, ed è con questo libro che Charles Seife ci viene in soccorso. Non è che prima di internet gli uomini non mentissero, anzi, però internet ha dato ai mentitori uno strumento fantastico e potente per esercitare liberamente la loro paziente opera distruttiva. Sia chiaro: internet è uno strumento straordinario. Grazie al Web oggi siamo in grado di fare cose che fino a pochi anni fa sembravano semplicemente impensabili. Ma, nel bene e nel male, internet è anche una gigantesca cassa di risonanza, nuova di zecca e potenzialmente devastante, che può essere facilmente usata dai malintenzionati. E loro la usano, eccome! Oggi è più che mai necessario capire come può essere usata l’informazione digitale: riconoscendo i segni delle manipolazioni della Rete si può capire come (e perché) la gente sfrutti le proprietà di questo strumento per cercare di alterare la nostra percezione della realtà. Benvenga allora questa guida per gli scettici, un manuale per chi desidera comprendere con chiarezza in che modo la sfera digitale stia influenzando tutti noi. Viviamo in un mondo dove il reale e il virtuale non possono più essere del tutto separati, tanto che a volte c’è ben poca differenza tra ciò che è reale e ciò che non lo è. Ma non è un gioco indolore: questa «irrealtà virtuale» ha conseguenze che possono essere alquanto spiacevoli. Con una prosa incalzante, ricca dei più strani esempi della manipolazione che si incontra online, Seife riesce a farci ridere di gusto delle «bufale» più clamorose, anche se – in questo caso – ridere può rivelarsi il miglior antidoto a nostra disposizione per non essere abbindolati e per difendere internet dal lato sbagliato dell’informazione.

Jaron Lanier – La dignità ai tempi di internet

La dignità ai tempi di internet

La rivoluzione digitale distrugge più posti di lavoro di quanti ne crei. Ci rallegriamo di scoprire che sul Web tutto è «gratis» e «open», o sta per diventarlo, ma nel frattempo l’economia dell’informazione concentra sempre più potere e ricchezza nelle mani di pochi. Mentre celebriamo le virtù democratiche di Internet, consegniamo il futuro ai colossi che controllano i server centrali e traggono immensi profitti dai dati che ricavano osservando le nostre vite. Sono i Server Sirena che, ammaliandoci con il richiamo del «free», ci imprigionano in una stagnazione economica perenne, con ricorrenti crisi finanziarie e disuguaglianze sempre più gravi. Com’è possibile che le straordinarie innovazioni degli ultimi decenni abbiano generato un sistema così oligarchico e disumanizzante? Unendo lo sguardo del tecnologo a un’acuta sensibilità sociale, Jaron Lanier illustra come e perché le tecnologie di rete cambiano le dinamiche del potere economico. E con esempi di folgorante potenza evocativa ci avverte: quando prenderanno piede stampanti 3D, infermieri robotici e veicoli autoguidati, la disoccupazione dilagherà anche nell’industria, nella sanità e nei trasporti! Eppure, una via d’uscita realistica esiste. Se è vero che sono le informazioni a creare valore e arricchire i Server Sirena, bisogna concepire un sistema in cui gli individui siano retribuiti per le informazioni che producono e condividono ogni giorno. Non è utopia, è una via d’uscita fondata sul recupero di una caratteristica già presente nelle prime reti: la bidirezionalità dei collegamenti. Spetta a noi decidere per una rivoluzione digitale che crei prosperità equamente diffusa, riconoscendo dignità alle persone.

Evgeny Morozov – Internet non salverà il mondo

Internet non salverà il mondo

Nell’utopia dei geek, i fanatici della tecnologia digitale, in un futuro molto prossimo poderosi sistemi informatici di raccolta dati e misurazioni statistiche consentiranno di monitorare ogni aspetto della nostra vita, fornendo risposte risolutive a tutte le più scottanti questioni del nostro tempo, dalla povertà all’inquinamento, dalla corruzione alla criminalità, dall’obesità allo smaltimento dei rifiuti. Questo «grande esperimento migliorativo» è visto come un processo ineluttabile e definitivo, e segnerà una svolta epocale nella storia dell’umanità. L’obiezione mossa da Evgeny Morozov a questa straordinaria quanto ingenua prospettiva di perfezionamento telematico del pianeta parte dalla critica ai due cardini ideologici che la sostengono. Da un lato il «soluzionismo», ovvero l’idea che per qualsiasi problema esiste un rimedio digitale; dall’altro l’«internet-centrismo», ovvero la teoria per cui tutti gli ambiti dell’esistenza, per diventare migliori, devono modellarsi sulle caratteristiche della Rete, evitando in ogni modo di intralciarne o limitarne l’ecosistema. Consapevole di fronteggiare un nemico agguerrito e subdolo, Morozov si propone di smascherare l’idolatria di «Internet», che propone il miraggio di una vita individuale e sociale, fisica e psicologica, senza intralci. L’illusione che tutto possa essere corretto e sanato può infatti avere effetti disastrosi sulla capacità dell’uomo di convivere con la complessità. Lo «scettico della rete» Morozov, pur non rifiutando totalmente il mondo digitale, sottolinea la drammatica necessità di approfondire il dibattito sulle tecnologie e di problematizzarne la discussione affinché si recuperino i valori propri di un’umanità difettosa e non «aggiustabile» digitalmente: perché, ci ricorda, «l’imperfezione, l’opacità, il disordine e l’opportunità di fare la cosa sbagliata sono elementi costitutivi della libertà umana, e qualunque sforzo miri a sradicarli finirà per sradicare anche quella libertà».

Byung-Chul Han – Razionalità digitale. La fine dell’agire comunicativo

Razionalità digitale. La fine dell’agire comunicativo

Se volete capire i fondamenti teorici del Movimento 5 Stelle, del Partito Pirata e delle espressioni politiche della Rete, dovete leggere questo testo, breve ma fulminante, di Byung-Chul Han, il filosofo tedesco di origine coreana che continua – e innova – la tradizione del pensiero critico della scuola di Francoforte da cui provengono i contributi più interessanti per capire la società contemporanea. Dalla cultura dell’estremo oriente Byung-Chul Han deriva il termine hikikomori, che designa i giovani giapponesi che si isolano fisicamente e si relazionano solo su Internet, per spiegare lo stato di cose che si è venuto a creare con la Rete e che determina la scomparsa della sfera pubblica, uno spazio individuato da Habermas come luogo dell’agire comunicativo e della politica. A differenza di altri critici apocalittici della Rete, Byung-Chul Han volge in positivo il fenomeno a-sociale degli hikikomori e lo vede come un vero e proprio cambio di paradigma dello stare insieme. In che senso? Tornando a Rousseau e all’alba della politica moderna. Per soddisfare il vostro stupore, non vi resta che leggere questo ebook: meno di un’ora vi sarà sufficiente per guardare ai fenomeni del nostro tempo come non avreste mai pensato di fare.

Marco D’Eramo – Il maiale e il grattacielo. Chicago, una storia del nostro futuro

cover0001Un viaggio nel cuore più profondo degli Stati Uniti, l’avventura e l’esplorazione di un europeo trapiantato, con il suo bagaglio concettuale, nella sconosciuta Chicago, la città della nascita dei grattacieli, di McDonald’s, del primo reattore atomico, la città che ha visto sorgere la sociologia urbana. Qui, in questa megalopoli multietnica, in questa Babele dei nostri giorni, si vede in atto la straordinaria potenza rivoluzionaria e sovversiva del capitalismo più puro.

Frank Schirrmacher – Ego. Gli inganni del capitalismo

Ego. Gli inganni del capitalismo

Dopo aver analizzato gli aspetti più scottanti della nostra complessa e mutevole società (dall’innalzamento dell’età media alla pericolosa e acritica bulimia di notizie favorita da internet) questa volta Schirrmacher punta dritto al “cuore del sistema”. L’obiettivo di “Ego” è la deriva sociale del turbocapitalismo del ventunesimo secolo, un imperialismo non solo economico che oggi ha esteso la propria influenza su ogni aspetto della vita, valutando relazioni personali, sentimenti e fiducia alla stregua di merci e affari da cui aspettarsi un tornaconto. In questo sistema, che somiglia più a una mano di poker in cui tutti vogliono vincere che non a una società civile, e dove l’egoismo assurge a regola, a rimetterci è sempre l’uomo, marionetta che come un “Faust digitale” ha venduto la sua anima e ha trovato in cambio un modello economico disumano.[BIO]Frank Schirrmacher (1959-2014) è stato l’anima culturale della “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, nonché raffinato intellettuale di area liberista esperto dell’impatto delle scienze sulla società. In Italia sono stati pubblicati “Il complotto di Matusalemme” (Mondadori, 2006) e “La libertà ritrovata” (Codice edizioni, 2010).

Frank Schirrmacher – La libertà ritrovata. Come continuare a pensare nell’era digitale

La libertà ritrovata. Come (continuare a) pensare nell'era digitale

La presenza pervasiva di Internet e la sua crescita esponenziale degli ultimi anni hanno fatto sì che oggi chiunque abbia accesso a un flusso di informazioni ininterrotto e in continuo aggiornamento. Accanto agli indubbi vantaggi di questa rivoluzione culturale – collaborazione delle comunità online, democraticità della produzione, condivisione di contenuti – convive però un “lato oscuro”: la corsa frenetica per fare propria e immagazzinare questa mole enorme di dati sta modificando (e non in meglio) il nostro approccio cognitivo, addirittura la nostra modalità di lettura, che cerca inutilmente di adeguarsi alle capacità e ai ritmi inumani dei motori di ricerca. Il rischio, sostiene Schirrmacher, è quello di disimparare a pensare, a interpretare criticamente: invece di dominare le informazioni, ne siamo travolti e ne diventiamo schiavi. L’uomo deve difendere i tratti peculiari della sua natura, che lo rendono unico e libero: emozione, fantasia, creatività, capacità di ragionamento, concentrazione, talento. Solo riscoprendo l’elemento incalcolabile della mente umana avremo la chance di governare, e non di subire, la simbiosi con l’ambiente tecnologico in cui viviamo. Prima che Google ci dica quale concerto andare a vedere, o quale donna sposare.