Fernando Pessoa – Erostrato o la ricerca dell’immortalità

Pessoa, Fernando - Erostrato o la ricerca dell'immortalità (Passigli)

“Troverò ben io il modo di farvi attoniti, o stolti; dovrete ripetere in perpetuo il mio nome. Se per oneste imprese mi ricusaste la fama, vi sforzerò darmela per sempre con una trista”. Così Alessandro Verri faceva parlare il povero Erostrato, che nel 356 avanti Cristo appiccò le fiamme al tempio di Artemide a Efeso, nel tentativo di immortalare – con la distruzione di una delle sette meraviglie del mondo – il proprio oscuro nome. E con il nome di Erostrato per titolo, appunto, Fernando Pessoa compone un saggio per cercare di definire ciò che non gli riuscì mai in vita: la celebrità. Lui – e i suoi innumerevoli eteronimi – scrittore e poeta assolutamente ‘postumo’, destinato alla notorietà solo molti anni dopo la sua morte, creatore di miti, lui, che sognava il Premio Nobel e il Quinto Impero, cercherà con questo testo squisitamente letterario – in compagnia di Carlyle e Browne, di Milton e Shakespeare – di sistematizzare e di dare una logica a quell’impalpabile e bizzarro fenomeno che si chiama Fama.

Fernando Pessoa – Lettere alla fidanzata

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«Risposi a un annuncio del “Diário de Notícias”. Avevo diciannove anni, ero allegra, sveglia, indipendente e, contro la volontà dei miei familiari, decisi di trovare un impiego». Così Ophélia Queiroz si trovò a lavorare nello stesso ufficio di Fernando Pessoa. «Tutto cominciò con sguardi, bigliettini, messaggi che mi lasciava di soppiatto sulla scrivania». Ed era già il namoro, come si chiama in portoghese quel vago periodo che precede il fidanzamento ufficiale. Queste lettere testimonieranno la profonda, irriducibile irrealtà in cui Pessoa sapeva lasciar precipitare ogni evento della sua vita personale, come se già questa locuzione fosse per lui un’incongruità. E tale era. Tanto più preziose, tanto più insostituibili queste sue lettere alla fidanzata, che accettano subito di partecipare, «proprio come i veri grandi amori, del ridicolo e del sublime» (Tabucchi).

Fernando Pessoa – Sul Portogallo

Pessoa, Fernando - Sul Portogallo (Diabasis, a cura di Vincenzo Russo)

I testi in prosa in cui Pessoa riflette, discute, critica e teorizza sull’identità e la cultura del Portogallo sono molteplici e spesso originali. La maggioranza dei testi sono inediti in italiano. L’antologia, organizzata per sezioni tematiche, contempla molti scritti di critica letteraria, di psicologia nazionale e di storia delle idee, assai interessanti per contestualizzare – al di là di ogni presunta e sospetta ideologizzazione – il pensiero di Pessoa: non solo il grande poeta del Novecento, ma l’intellettuale portoghese e europeo della crisi della modernità.

Fernando Pessoa – Il libro dell’inquietudine

Il libro dell'inquietudine

Il libro dell’inquietudine è il “Grande Libro” che Pessoa scrisse nel corso di tutta la vita, il progetto mai concluso cui si dedicò dagli anni Dieci al 1934 almeno. “Il libro che Pessoa ha scritto ma non ha mai letto”, secondo la paradossale definizione di Eduardo Lourenço, ci è giunto in forma di centinaia di frammenti che, nella loro grande maggioranza, raccontano l’autobiografia “senza avvenimenti” di Vicente Guedes prima, di Bernardo Soares poi. In particolare Soares, aiuto contabile in una ditta di Lisbona, è l’uomo qualunque, prigioniero della quotidianità, stritolato dal ripetersi di giorni sempre uguali e dalla mediocrità dei colleghi, l’uomo perennemente alla finestra, le cui vie di fuga sono l’arte, il sogno, l’immaginazione. Cinico, a volte freddo, egocentrico ed egoista, Soares scruta dentro di sé con narcisistico, morboso ed esacerbato interesse per le proprie sensazioni. I brani di diario, i cui motivi costanti sono il tedio, la stanchezza, l’inazione, il sogno, la fuga dal mondo reale, la fobia dei rapporti interpersonali, si alternano a riflessioni sull’arte, la politica, la scienza… Ma il Libro non è solo questo: è anche uno scrigno di testi di taglio simbolista, le cui atmosfere rarefatte ci proiettano in un mondo onirico e atemporale molto suggestivo. Esempi di una prosa raffinata, retoricamente elaborata, che in questa nuova edizione, curata da Valeria Tocco, la più filologicamente aggiornata a disposizione del pubblico italiano, rivive in tutta la sua complessità e ricchezza.

Fernando Pessoa – Pagine esoteriche

Pagine esoteriche

«In primo luogo sentire i simboli, sentire che i simboli hanno vita e anima – che i simboli sono come noi» scrive Pessoa in uno dei suoi frammenti di filosofia ermetica. E poiché per lui «noi» non può che riferirsi a una pluralità proliferante, con i simboli si composero e attraversarono la sua mente «migliaia di teorie, grottesche, straordinarie, profonde, sul mondo, sull’uomo, su tutti i problemi che riguardano la metafisica». Che poi egli continuamente abbandonasse la teoria che aveva appena elaborato faceva parte della stessa fisiologia mentale. Comunque, in questa sua opera incessante e illusionistica, Pessoa molto attinse a fonti esoteriche, e di tale quête sussistono ricche testimonianze fra le migliaia di sue pagine manoscritte alla Biblioteca Nazionale di Lisbona. Per la prima volta questo volume ne raccoglie e articola una parte sostanziosa, permettendoci di capire a quali misteri alludesse, in Pessoa, quella «intelligenza analogica» che sola era in grado di guidare colui che si proponeva di «sentire tutto in tutte le maniere».

Fernando Pessoa – Poesie esoteriche

Poesie esoteriche

L’avvicinamento all’occultismo di Pessoa iniziò, quasi per caso, intorno al 1915, con la lettura di vari scritti sulla materia e in particolare di alcune opere delle due maggiori esponenti del teosofismo inglese, Helena Blavatsky e Annie Besant, che l’autore portoghese aveva avuto l’incarico di tradurre nella sua lingua per una «Collana Teosofica ed Esoterica». Ma l’impressione che le dottrine teosofiche produssero in lui fu subito enorme. È l’inizio di un lungo cammino di riflessione e di progressiva iniziazione alle tematiche del pensiero religioso ed esoterico. Un cammino che lo porterà a proclamarsi più volte seguace di una tradizione occulta che ha le sue radici nella Gnosi cristiana antica e si perpetua nella Cabbala ebraica, nel pensiero dei Rosacroce e nella Massoneria. In questo volume, come spiega il curatore, Francesco Zambon, si registrano le tensioni e le suggestioni più profonde che sottendono all’intera produzione del celebre poeta portoghese; una raccolta di mirabili variazioni sui temi «dell’Io anteriore esiliato dalla sua Patria celeste, della falsità e irrealtà di questo mondo, della vita umana come sonno e oblio, del cammino iniziatico verso mondi superiori, delle nozze mistiche con il vero Io» a partire dalle composizioni giovanili del Violinista pazzo, scritte tra il 1911 e il 1917, fino a quelle di Messaggio del 1934, che rappresenta il culmine della poesia esoterica di Pessoa e insieme la summa della sua visione profetica della storia.

Fernando Pessoa – Messaggio

Messaggio

Mensagem, Messaggio, è l’unica raccolta poetica pubblicata da Fernando Pessoa durante la sua vita. L’atto della pubblicazione segna, agli occhi del poeta portoghese, la rinuncia alle infinite potenzialità di metamorfosi di un testo. È per questo che, nonostante la concezione precoce (almeno dal 1913), Messaggio è stato edito solo nel 1934, un anno prima della morte dell’autore. In questo libro araldico, che vuol essere monumento, in questa “cattedrale testuale” dalla struttura profondamente unitaria e insieme composita, mista di epica, lirica e dramma, Pessoa racchiude quarantaquattro componimenti. Suddivisi in tre parti, i testi seguono la storia portoghese nel suo farsi e soprattutto profetizzano la rinascita del Portogallo quale fulcro di un Impero dello spirito, destinato a prendere il posto di quello costruito grazie al dominio sui mari. Un testo dai profondi echi esoterici e iniziatici – qui presentato a cura di Giulia Lanciani in una nuova affascinante traduzione con l’originale portoghese a fronte – nel quale mito, sogno e letteratura si confondono e si fondono in un’unica figurazione di inesausta, misteriosa ricchezza.

Fernando Pessoa – Un’affollata solitudine

Un'affollata solitudine

Molta letteratura del Novecento ha tentato di rendere conto di quella frantumazione dell’identità, di quella moltiplicazione dell’io che la filosofia e la psicoanalisi avevano sancito in apertura di secolo. Nessun autore, però, si è avventurato negli enigmatici territori nei quali si è spinto Pessoa: creare personaggi poetici completi, con una propria biografia e una personale attività artistica. Veri e propri alter ego, gli “eteronimi” formano così una sorta di estensione del carattere del poeta, forzando un processo di ricerca della verità, un tentativo di leggere il mondo prendendo le distanze da se stessi che ha sollecitato le penne più illustri della critica letteraria. Questo volume raccoglie i più compiuti e meglio definiti eteronimi del poeta portoghese, Alberto Caeiro, Ricardo Reis, Álvaro de Campos, illuminando, attraverso le loro vite e la loro opera, l’elemento più sorprendente e originale della poetica di Pessoa.

Josè Maria Eca de Queiros – L’illustre casata Ramires

illustre casata Ramires, L' - Eca de QueirosPortogallo, fine Ottocento: nel pomeriggio di una calda domenica di giugno, un uomo sui trentanni, capelli chiari, baffetti arricciati, ” mosca ” che gli allunga un poco il viso giovane, eppure dai segni già visibili di invecchiamento precoce, lavora, in pantofole, in un’antica biblioteca, alla composizione di una novella storica. È Gonçalo, discendente di quella che viene a buon titolo considerata una delle casate più antiche, la prima, forse, in ordine di tempo, del Portogallo: i suoi avi, i Mendes Ramires, furono sempre presenti a tutte le imprese più gloriose della storia portoghese. La composizione un pò faticosa della novella si alterna, nel giovane, al godimento spontaneo suscitato dall’ispiratrice della vicenda stessa, la millenaria Torre di Sant’Ireneia, ” quadrata e nera sui limoni dell’orto “, con i suoi merli e i suoi spalti che si stagliano ancora contro l’azzurro del cielo. Comincia così, con un romanzo nel romanzo, o meglio con la parodia di romanzo storico romantico in una storia attuale, L’illustre Casata Ramires del grande scrittore portoghese Eça de Queiros.

Consiglio a cura di Athanasius

Fernando Pessoa – Pagine di estetica [Pdf]

CoverPagine di estetica presentano, per la prima volta al lettore italiano, testi inediti sull’arte, la letteratura, la critica; quali documenti utili a completare la conoscenza del pensiero estetico di un Pessoa che qui vediamo riflettere «in privato», e ad illuminarne la complessa personalità, le Pagine di estetica rappresentano una chiave d’accesso al laboratorio ancora inesplorato della sua attività di critico e saggista. Nello stile di quello che egli stesso chiamava il suo «vaneggiamento logico», il volume raccoglie appunti ad uso personale, aforismi, note a margine di scritti conclusi o destinate a confluire in lavori futuri, abbozzi frammentari di saggi in seguito redatti in forma più organica, progetti, lettere indirizzate a poeti. Tra i testi più importanti inclusi nel volume, segnaliamo i saggi sul Dramma, sulla fortuna delle opere letterarie – Erostrato -, e gli Appunti per una estetica non aristotelica firmati dall’ eteronimo Alvaro de Campos. La raccolta ha il pregio di testimoniare l’intenso e pressoché ininterrotto interesse teorico di Pessoa per i problemi dell’estetica (tra i temi ricorrenti: arte, poesia, emozione, sensibilità, intelletto, sogno), interesse che accompagna sia la sua più nota produzione poetica che l’attività di promotore delle maggiori avanguardie portoghesi del Novecento.

Release a cura di Scannivoro