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Alain De Benoist – I demoni del bene. Dal nuovo ordine morale all’ideologia del genere
Per Alain de Benoist l’ideologia gender è l’esito di un disperante e banale nichilismo. Si punta a far apparire un ultimo uomo nuovo, che non dovrà niente a nessuno, perché sarà completamente causa sui, causa di se stesso. Un individuo che non si sentirà debitore di alcunché, né coinvolto da alcuna altra dimensione storica se non quella di un perpetuo presente, i cui unici legami sono contrattuali e dunque provvisori. È l’uomo dell’Impero del Bene, uno zombi beato, un uomo «senza qualità». Questo zombi è beninteso uno sradicato, spiega Alain de Benoist, «termine che bisogna intendere in primo luogo in senso spirituale». È quell’essere «senza affiliazioni, in rottura con il legame sociale, ripiegato su se stesso nell’anonimato di massa, le cui uniche esperienze avvengono per procura e che, non riuscendo a intrattenere veri rapporti con i suoi simili, si trasforma in scimmia sapiente, in pigiatore di tasti, in prolungamento del mouse, del telefono cellulare o del telecomando».
Nancy Fraser – Fortune del femminismo
Il titolo del libro riassume bene l’intento dell’autrice di ricostruire e discutere criticamente la traiettoria controversa del femminismo della seconda ondata, quello diffusosi a partire dagli anni Sessanta negli Stati Uniti. “Fortuna” è un termine polisemico che indica sia il destino che la buona fortuna o il successo. E in effetti l’obiettivo che si propone l’autrice è per l’appunto quello di analizzare sia la buona sorte del femminismo della seconda ondata, dalla sua affermazione accademica alla sua capacità di trasformare pratiche, discorsi e linguaggi, sia il suo paradossale destino, quello di aver accompagnato e per certi versi involontariamente legittimato il passaggio da un capitalismo regolato dallo stato nazione al capitalismo neoliberista. Nancy Fraser è una delle voci più note e autorevoli della teoria femminista americana. Il suo lavoro teorico è caratterizzato dal tentativo di combinare insieme, in maniera non eclettica, parte della tradizione della teoria critica francofortese, aspetti del post-strutturalismo francese e delle sue interpretazioni in ambito statunitense, e infine elementi derivanti dalla critica marxiana dell’economia politica e dal femminismo marxista. Fraser si è confrontata a più riprese con alcune delle maggiori teoriche femministe americane.
Laura Corradi – Nel ventre di un’altra. Una critica femminista della tecnologia riproduttiva
Donatrici/venditrici di ovociti, fecondazione in vitro, madri surroganti che conducono gestazioni e partoriscono su commissione, bambini e bambine che nascono con problemi di salute. Davanti al cieco entusiasmo del mondo scientifico e di parte del femminismo Laura Corradi smaschera il fervore neoliberista che indica come “diritti di riproduzione” quelli che in realtà sono privilegi geo-politici ed economici. Una profonda riflessione sulle implicazioni etiche, biologiche e psicosociali delle nuove tecniche di riproduzione e sulla mercificazione dei corpi, in un’originale prospettiva femminista.
Judith Butler – L’alleanza dei corpi
Al centro di questo libro di Judith Butler è l’indagine sulla “politica della strada” e sul diritto plurale e performativo di apparizione del corpo all’interno del campo politico, attraverso l’esperienza del raduno collettivo. Dal movimento Occupy alle proteste di Atene, dalle cosiddette “primavere arabe” al Parco Gezi di Istanbul, dalle mobilitazioni queer a quelle degli immigrati irregolari, negli ultimi anni abbiamo assistito al moltiplicarsi delle manifestazioni di dissenso contro le logiche neoliberiste o contro governi e poteri repressivi. Al di là delle differenze, l’alleanza dei corpi in queste azioni collettive affronta ed “espone” all’attenzione di tutti una serie di temi interconnessi come la precarietà, la vulnerabilità, la rivendicazione di una vita vivibile e l’esclusione dalla sfera pubblica di apparizione. La tesi di Butler è che, nelle lotte democratiche, questi raduni possano esprimere forme di resistenza e solidarietà radicali da cui emerge una nuova idea di “popolo” – un popolo che sperimenta una ricomposizione contro la frammentazione e le disuguaglianze indotte, interrogando in modo inaggirabile le frontiere dell’etica.
Stefano Velotti – Storia filosofica dell’ignoranza
Hermann Keyserling – Presagi di mondo
Maurizio Ferraris – Mobilitazione totale
John Holloway – Cambiare il mondo senza prendere il potere . Il significato della rivoluzione oggi
Partendo dalla constatazione di diffusi movimenti di disobbedienza allo stato di cose presenti, John Halloway, professore e ricercatore presso l’Università Autonoma di Puebla, si sofferma ad analizzare come questo fenomeno diffuso – ad esempio il caso dell’Argentina, della Bolivia e l’esperienza zapatista – possa trasformarsi in un cambio sociale radicale della materialità dell’esistente.