Antonio Damasio – Emozione e coscienza

Emozione e coscienza

“Sento, quindi sono”. Potrebbe essere il motto di questo importante libro, dove Damasio prosegue sulla via intrapresa con L’errore di Cartesio. Qui si tratterà di avvicinarsi alla coscienza, nel senso di “consapevolezza”, attraverso l’emozione. Ma come farlo con rigore scientifico? Come sottoporre l’esperienza più volatile e multiforme, tutta in prima persona, ai più sottili criteri della scienza, che sono tutti in terza persona? Tale interrogativo si pone oggi a legioni di scienziati che hanno collocato la coscienza al centro delle loro ricerche, con una convergenza simile a quella che si era data, qualche decennio fa, sulla struttura atomica della materia. Si può dire che alcune delle risposte più convincenti si siano manifestate proprio in questo libro, anche per la straordinaria capacità di Damasio di mescolare, sovrapporre e giustapporre l’analisi al livello neurofisiologico e quella al livello psicologico, affrontando alcuni impressionanti casi clinici con una penetrazione che ricorda Oliver Sacks. Mentre, via via che l’indagine procede, si delineano con chiarezza i tratti di una teoria della coscienza, che è anche una teoria dell’identità, articolata in una gerarchia di livelli del sé, con i rispettivi supporti anatomici e correlati mentali.

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Antonio Damasio – Il sè viene alla mente. La costruzione del cervello cosciente

Il sé viene alla mente

A lungo la coscienza è stata sovrapposta a nozioni quali “spirito” o “anima”, quasi che l’ultima parola sull’argomento spettasse di necessità alla filosofia o alla teologia. Da qualche tempo, però, i neuro scienziati hanno fatto proprio della coscienza uno dei loro oggetti di indagine prediletti. Antonio Damasio in questo libro approda a una sorta di summa della sua ricerca trentennale, dove i fondamenti di quella prospettiva anti dualistica che lo ha reso celebre (si pensi al legame tra regioni cerebrali “arcaiche”, come l’amigdala, e più recenti, come la corteccia prefrontale, nella genesi delle scelte morali e dei processi decisionali) sono integrati da nuove e complesse sequenze: quella sull’incidenza delle emozioni e dei sentimenti primordiali (il piacere e il dolore) come ponti connettivi tra il proto-Sé e il Sé; quella sul discrimine tra percezione e rappresentazione degli eventi interni ed esterni al nostro corpo come base biologica, unitamente alla memoria, nella costruzione dell’identità individuale; e quelle, soprattutto, sui vari gradi e livelli di coscienza, che indicano nella comparazione tra gli uomini e gli altri animali o nelle differenze tra lo “stato” dei bambini nati senza corteccia e quello del coma vegetativo degli adulti un’infinita gamma di sfumature percettive e cognitive. L’esito è un’idea della coscienza come “processo” maturato dopo miliardi di anni di evoluzione entro una materia biologica “indifferente” e opaca a se stessa.

Grazie a thaeteve per il consiglio di partenza.

Antonio Damasio – Alla ricerca di Spinoza. Emozioni, sentimenti e cervello

cover

Completando la trilogia iniziata con L’errore di Cartesio e proseguita con Emozione e coscienza, Damasio inserisce nell’arco che si tende fra Cartesio e Spinoza la sua interpretazione della coscienza, fondata sulla distinzione tra le emozioni, quali manifestazioni comportamentali di natura fisiologica e materiale, e la loro percezione consapevole, i feelings, o sentimenti, di carattere mentale (qualsiasi cosa questo voglia dire). Laddove Cartesio separava l’intelletto dalle passioni, giudicate di natura inferiore, Spinoza, in una premonizione biologica di inquietante modernità, vi riconobbe una medesima sostanza: «La mente è l’idea del corpo». Per usare il linguaggio di Damasio: dietro la mente vi è un feeling brain, un cervello che «sente» i messaggi del corpo. Attingendo ai risultati più recenti delle neuroscienze cognitive – in parte conseguiti dal suo stesso gruppo di ricerca allo University of Iowa Medical Center –, Damasio propone una risposta a vertiginosi interrogativi: da dove nascono i sentimenti? A che servono? E infine: che cosa sono? In questa analisi, insieme fenomenologica e neurobiologica, l’esperienza clinica e scientifica di Damasio si fonde, soprattutto nella esposizione dei casi clinici, con una vena narrativa affine a quella di Oliver Sacks.
Summa della più avanzata ricerca sulla coscienza, questo libro sposta su un nuovo terreno il dibattito mente-corpo, che è la prima sfida del pensiero scientifico in questi anni. Avviata quasi per caso con il controllo di una citazione, relitto di ormai offuscate letture giovanili, la «ricerca di Spinoza» consente al Damasio maturo di rimeditare la metafisica spinoziana: e dalle insondabili ambiguità del Deus sive natura nasce per lui – e per tutti noi – un quadro interpretativo affascinante, che comprende la totalità della natura, includendovi la mente che la osserva.

Consiglio ispirato da Michail Bakunin