Romanzo nero per eccellenza, anche se giocato all’interno di una trama poliziesca, romanzo scandalo come lo fu, cinquant’anni più tardi, anche se ovviamente con ben più fragoroso clamore, “Bagatelle pour un massacre” di Céline, “Ciandala” possiede, come tutti i grandi libri negativi, il pregio di smascherare ciò che apparentemente esalta. Mostrando il nichilismo in azione, riportandoci all’osso del nichilismo così come esso si manifestò alla fine del secolo scorso, questo romanzo maledetto ci rivela, al di là dei paludamenti, le nebbie decadenti e gli stupori mitteleuropei con cui si è cercato di addolcirlo, la vera e feroce temperatura di un’epoca la cui influenza ancora avvertiamo distintamente e nella quale, come scrive Strindberg, «ci si poneva di fronte al revolver e non si vedevano vie d’uscita»