Nota post-infornata 31 gennaio 2017

Cari amici di Ladri di Biblioteche,

dopo aver risolto qualche piccolo problema di salute, è mio piacere proporvi una bella infornata letteraria. Chi più e chi meno i personaggi di questi libri si muovono sotto la stella polare dell’alienazione, e non a caso a fare da capofila troviamo il Sanin di Arcybasev, personaggio stirneriano che risolve, o crede di risovere, l’angoscia esistenziale vivendo solo per sè e atteggiandosi a un’ amoralità assoluta nei confronti degli altri. Un romanzo dimenticato che spero possiate apprezzare.

Per i due Bataille, il Burgess, l’Hemon e per Gli abitanti di Hemso, aggiunta tardiva all’infornata strinberghiana, devo ringraziare il buon ellee lomi, che ha fornito il materiale di partenza.

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216 pensieri su “Nota post-infornata 31 gennaio 2017

  1. Aggiunti richiedenti al 31-01-2017. ripeto che l’aggiunta non è immediata, ma anche se doveste aspettare un po’ di tempo vi assicuro che l’attesa non sarà vana. 🙂

  2. Indubbiamente una bella infornata narrativa, dove mi fa piacere ritrovare l’unico Perutz pubblicato in Italia che mancava nell’archivio LDB (d’altra parte è una novità adelphiana, seppure in forma di riproposta, perché “La nave” era già stato offerto dall’editore Fazi) e dove mi fa ancor più piacere la presenza di Giovanni Papini, uno fra i poliedrici scrittori “dimenticati” del ‘900 italiano (per motivi politici). Grazie Nat!
    Ecco che, con virata dell’ultimo istante, vi offro una “Aletiniana 9” che è in realtà una “Papiniana”, dove compaiono le edizioni originali di due libri offerti anche dal Gran Fornaro:

    https://mega.nz/#F!yMMHUAwC!iprvYtMpboULHYKBMGaK0A

      • Vedi, per esempio, la stroncatura di Flora di ‘Un uomo finito’

        “Francesco Flora, Scrittori dell’età vociana, in ld., Storia della letteratura italiana (1940), vol. V: II secondo Ottocento e ii Novecento, Mondadori, Milano 1961, pp. 588-89: «L’opera giovanile del Papini, nclla quale si
        congiungono piu che non si altemino I’alterigi a della fantasia, della polemica, della ricerca speculative, il gusto e talora I ‘arroganza della stroncatura, non per rnalignita d’animo, ma per sfogo di umori irrequieti, una vena di acre rnestizia e fin di idillio, movendo su per gtu dai racconti II traqico quotidiano, II pilolota
        cieco, Parole e sangue, e giungendo a Le memorie d’lddio, sembra cornporsi nel libro Un uomo finito ove egli racconta più con animo attivo che non memorante le esperienze intellettuali della sua giovinezza. Copre ii pudore col frastuono delle frasi assertive e pugnaci e talora lo fa traboccare in irsute parolacce».

        Ora, a Flora tutto si può dire, tranne che è uno ‘stroncatore politico’….(tra l’altro, la recensione è del 1940)

      • Caro Emilio, il tuo appunto è senz’altro condivisibile!
        … Lo stroncatore Papini – criterio di lettura sbrigativa, la stroncatura, che in pratica inaugurò – stroncato da Flora. Ma ben prima del sannita crocianissimo (non a caso diresse “La Critica”), Luigi Russo nel ’37 liquidò Papini e prima ancora Alfredo Gargiulo nel ’21 (su “La Ronda”) lo bollò come “enfatico e parolaio”, senza dire che già nel ’18 Gramsci li aveva preceduti stigmatizzando l’”insincerità istrionica” e l’”infarcitura di parole” del fiorentino.
        Non è mia intenzione fare l’apologia dello strampalato, sdoppiato Papini (prima e dopo la conversione), tanto più che a dirla tutta l’interesse dell’editoria non è venuto mai del tutto meno nei suoi confronti, come conferma la pubblicazione progressiva dei 10 tomi delle sue opere nella collana mondadoriana dei “Classici contemporanei” curata da Giansiro Ferrata, inaugurata già subito dopo la morte. Né è mia intenzione sostenere che le valutazioni negative furono espresse solo per motivi ideologici e non anche per motivi attinenti alla critica filosofica e letteraria (ma la seconda risente anche del gusto, tant’è che Flora squalificò tutta la poesia ermetica e non solo Papini). Indubitabile, tuttavia, che la critica papiniana sia stata condizionata da pregiudizi ideologici se non addirittura etico-religiosi, e questo atteggiamento – che coinvolge anche altri come Soffici, Prezzolini o Bontempelli -, ha finito in anni più recenti per accantonarlo in un angolo rispolverato solo da specialisti e non da un pubblico più vasto di lettori, che al massimo – ed è già tanto – lo conoscono per l”Uomo finito” (non a caso opera continuamente riproposta). Un isolamento che non ha permesso di cogliere l’anima intera del trasformista, la natura oppositiva e sempre “altra” – un antitesi che diventa sostanza-, e tuttalpiù ne ha consentito solo un parziale e frammentario recupero.
        In definitiva, quale motivo può spingere, oggi, il pubblico dei non specialisti a leggere Papini? A questa domanda rispose già più di quarantanni fa’, con un asserto tuttora attualissimo, Mario Isnenghi: “poche figure del Novecento italiano si prestano come la sua a riconoscere storicamente la condizione e l’itinerario, la coscienza e il ruolo dell’intellettuale tradizionale” (“Castoro”, n. 71, La Nuova Italia, 1972, p. 5). E questo al di là delle ideologie e delle mode culturali, vieppiù in un epoca che vive una discontinuità formale e fondamentale tra contemporanei e moderni mai registrata prima nella nostra tradizione. Se non altro Papini scriveva in italiano (spesso scintillante), se è vero che i giovani romanzieri scrivono ormai in un “altro” italiano, più simile alla traduzione di un succinto inglese (che è la lingua egemone, “globale”.

        Saluti!

      • Caro Aletinus,

        mi pare che il tuo excursus storico-critico sia, più che il mio appunto, tale da evidenziare la natura ‘bicefala’ di Papini. Mi piace ripetere con te, qui, questo passaggio: “Un isolamento che non ha permesso di cogliere l’anima intera del trasformista, la natura oppositiva e sempre “altra” – un antitesi che diventa sostanza-, e tuttalpiù ne ha consentito solo un parziale e frammentario recupero.”.
        Dove più eviterei un certo hegelismo semplificato – antitesi che diventa sostanza – e più mi concentrerei sull’ottima definizione che hai dato di ‘natura oppositiva e sempre ‘altra’ ‘. Che è una certa contestazione dell’hegelismo di risulta (non il tuo, intendiamoci).

        E ancor di più, serve riflette sulle righe di Isnenghi, che ho avuto la fortuna di poter seguire direttamente: ” Poche figure del Novecento italiano si prestano come la sua a riconoscere storicamente la condizione e l’itinerario, la coscienza e il ruolo dell’intellettuale tradizionale”.
        Dove aggiungerei anche la ‘manifestazione’ della crisi.
        In ogni caso, sono testi importanti, come importante mi pare il tuo intervento di precisazione.
        Grazie a te e a Natjus, che ci permette di discutere di ciò di cui non si discute più.

        un grande saluto e grazie ancora
        emilio-millepiani

      • I due dotti dialoganti perdoneranno la rozzezza del mio iintervento.
        Norberto Bobbio, a proposito di certe figure di intellettuali che compaiono spesso sul suolo italico,
        parlava di “tersitismo culturale”.
        Papini, che ha attraversato la prima metà del novecento in modo “rumoroso”, rientra a pieno titolo in questa categoria

      • Egregio Emilio,

        perdona il mio hegelismo massimalista, ho cercato di condensare un concetto più ampio per non farla troppo lunga e come spesso accade l’estrema sintesi diviene antitesi e miete vittime.
        Mi fa piacere sapere che anche tu hai seguito Isnenghi, il che mi fa supporre frequentazioni “lagunari” da parte tua (le mie sono dichiarate, anche per prossimità geografica). Nemmeno a dire, poi, che mi fa altrettanto piacere dialogare con te su siffatte questioni, sempre che se ne abbia la competenza.
        Il senso dei nostri interventi credo non vada confuso con una riabilitazione papiniana o al contrario con una demonizzazione – che entrambi non abbiamo in mente -, quanto piuttosto con la giusta collocazione di una figura contradditoria, spesso eccessiva, all’interno di una tradizione spezzata dal postmodernismo e dai suoi menestrelli, ormai in disarmo. Io sto con Isnenghi, Ferraris, La Porta, Ficara, Onofri, Bertoni e tanti altri …

        Sempre Saluti!

      • Caro Grattacielo,
        nella categoria dei Tersiti Papini ci sta bene e di diritto. D’altra parte il suo tersitismo, come quello di tanti altri esponenti delle così dette avanguardie, ha avuto un senso ben preciso per contrastare il dannunzianesimo imperante (almeno fino agli anni ’30 del Novecento) ed è in quel contesto che va collocato, per soffermarmi solo sul fatto letterario. Il problema è semmai che Bobbio, che sempre oracolo non fu, in una polemica che coinvolgeva Gobetti e la rivista “Liberal”, mi pare non avesse ben presente i 67 versi del II° libro dell'”Iliade” dove Tersite vive o che comunque avesse un ricordo sfocato dell’oratore brutto e caratterizzato da un’oratoria trascinante ma sguaiata. Ma Tersite, il Tersite di turno, potrà godere ancora in futuro di momenti di gloria, soprattutto sulla stampa e in ogni contesto politico-culturale segnato da polemiche verbali, invettive, scontri di potere.

        Tanti Saluti!

      • Caro Aletinus,
        come tu dici, Bobbio coniò la categoria di “tersitismo culturale” in un articolo sulla Stampa di Torino del 1996,
        avendo di mira la rivista Liberal, diretta da Adornato e Galli della Loggia, e non solo per la vicenda Gobetti.
        Nella polemica che seguì Luciano Canfora prese le parti di Tersite, ricordando come questi fosse la voce del popolo che si leva contro gli arroganti aristocratici.
        Ma Omero descrive Tersite come uno storpio e per i greci, almeno ai tempi di Omero, alla bruttura del corpo
        corrisponde un animo contorto e meschino ed è in questo senso che Bobbio coniò il termine.
        Bobbio è ovvio non è un vate, nessuno lo è, ma questa è una categoria interessante per capire certe figure di intelluati italiani. Categoria negativa e non certo positiva come tu la intendi.
        Gramsci auspicava una storia dettagliata di questo ceto sociale, che purtroppo non è mai stata realizzata compiutamente e non c’è che da dolersene.

      • Sempre Egregio,
        so bene che la categoria bobbiana va intesa in senso negativo e non è mia intenzione impiegarla in senso positivo. Non esite, dunque, polemica. Forse mi sono spiegato male e permettimi di dire che diffido di simili categorie e classificazioni sommarie – le categorie sono cose serie -, per motivi che attengono ai fini e ai metodi della storia delle idee e della storia letteraria nonché della critica, sui quali non mi diffonderò qui.
        Se volessimo accettare e impiegare la categoria bobbiana, specifico che Papini vi rientrerebbe tutto per le peculiarità dell’intellettuale e per i modi, i toni aggressivi, astiosi e talvolta sprezzanti attraverso cui ha espresso, esternato su carta il suo pensiero, le sue idee, peraltro all’insegna della contraddizione, del drastico mutamento, della smentita: interventista, simpatizzante del fascismo, ateo nichilista e poi convertito, contrario alla discriminazione razziale e poi firmatario del “Manifesto” del ’38. Chi più ne ha più ne metta e pertanto lungi da me riabilitare Papini dal punto di vista morale o ideologico . Oltretutto il fiorentino, per tornare a Tersite, non era di piacevole aspetto fisico, ma lascerei da parte fisiognomica e lombrosismo.
        Papini, come altri intellettuali “scomodi” – affetti o meno da tersitismo -, va collocato in una tradizione all’interno della quale trova un senso e una ragione di essere, al di là dei nostri principi etici e ideologici nonché del nostro gusto estetico. In questa tradizione, e specificamente in quel segmento che sono i primi trenta/quarant’anni del ‘900, un peso, un impatto non irrilevante lo ha avuto, se è vero che Montale nel ’56 commentò la sua morte definendolo “una figura unica, insostituibile, a cui tutti dobbiamo qualcosa di noi stessi”, alludendo al suo poliedrico ruolo di creatore di riviste e di promotore letterario nelle riviste stesse – da ‘Leonardo’ a ‘La Rinascita’, passando per ‘La Voce’ e ‘Lacerba’ – e nelle case editrici (Carabba, per esempio).
        Chi voglia approfondire lo studio e la conoscenza della letteratura italiana del secolo scorso, principiando dagli albori, deve fare i conti con Papini, Prezzolini, Palazzeschi, Soffici, Marinetti e tanti altri “svalutati” e “dimenticati”, meritatamente o immeritatamente, per motivi attinenti la politica culturale ed editoriale. Non credo che farsi condurre dal pregiudizio o, peggio, adottare la censura e la “damnatio memoriae”, siano i giusti modi di procedere per gli studiosi seri e per chi ne pubblica i frutti. Invoco il criterio della giusta distanza per studiare e interpretare fatti e attori. Già, perché esistono fatti e interpretazioni, non solo interpretazioni.

        Saluti Sempre Cordiali

      • Caro Aletinus,
        è dialogo,non polemica: ma che può continuare a lungo, con l’effetto di intasare il blog e annoiare i lettori.
        Perciò concludo.
        Come avrai capito ho una concezione gramsciana dell’intellettuale e del suo ruolo e quindi rifiuto per Papini e gli altri suoi sodali la definizione di “scomodi”.
        Papini, come anche Marinetti, finì Accademico d’Italia, con la feluca un testa.
        E’ ovvio che per capire la letteratura italiana e la nostra storia del primo novecento occorre studiare seriamente Papini, Prezzolini, Soffici etc., nel senso indicato da Gramsci.
        Ma la domanda è che senso ha riproporlo oggi?
        Per la sua ideologia confusa, ondivaga, inqiueta? Sembra di no.
        Per le sue qualità letterarie? Ma sia tu che Emilio avete fatto un florilegio di stroncature.
        Fuori dal contesto dello studio del gramsciano “ceto intellettuale”, è un’operazione sensa senso.
        Ma queste sono considerazioni personali e quindi opinabili.
        Ti saluto con stima e affetto

      • Chiedo venia per alcuni errori di battitura nel post precedente.
        Ciò che più si avvicina all’indicazione gramsciana, a parte studi parziali, è la : Storia degli intellettuali in Italia,
        dell’italianista Ugo Dotti.
        Possiedo solo il terzo ed ultimo volume: Dagli illuministi a Gramsci.
        Prossimamente su questi schermi

      • Mon Cher,
        chiudiamo pure con Papini, che se non altro ha avuto il merito di farci spendere qualche parola in più oltre a quelle di “servizio” e di pratico fine che caratterizzano di solito LDB.
        In effetti devo dire che le opere papiniane che ho proposto, laddove filosofeggia anche a vanvera, non sono quelle in cui ricercare la qualità letteraria e stilistica dello scrittore, che ha dato il meglio nelle “novelle metafisiche”, innovando non poco il genere. Non citerò le raccolte, ma alcuni esempi indicativi sono stati raccolti da Borges nella collana “La Biblioteca di Babele” (pubblicata da Franco Maria Ricci e poi ristampata da Mondadori) con il titolo “Lo specchio che fugge”. Ugualmente indicative le “Strane storie”, stampate da ultimo da Sellerio.
        La “Storia degli intellettuali” di Dotti è un ottimo strumento, così come la sua “Storia della letteratura italiana” pubblicata da Carocci. Ma è solo uno degli strumenti importanti di cui avvalersi. Per fotografare la scena servono il grandangolo e il teleobiettivo.
        Traspare chiaramente che abbiamo concezioni diverse della letteratura e del suo studio, derivanti da formazioni differenti: oltre che libertino (erudito), io sono esteta e marxista “ereticissimo”.

        Mi perdoneranno i lettori che ho annoiato?

        Tanta Cordialità

  3. Che bella infornata letteraria, ce ne vorrebbero di più ! Ne approfitto per chiedere se qualcuno ha l'”esegesi ” di Philip k Dick o “il quartetto di Alessandria” di Lawrence Durrell

  4. Plauso e grazie di cuore a Natjus.

    Un’ infornata spiazzante e graditissima, con grandi autori poco o per nulla noti in Italia.
    Ogni infornata meravigliose soprese, unico inconveniente…danno dipendenza!

    Scusate…Mega mi ha disabilitato gli uploads e non posso condividere nulla, sebbene abbia spazio (ho praticamente scaricato e rimosso tutto)…

    Consigli??

    Grazie molte a tutti

    Anteros

    • Credo anch’io che la soluzione prospettata da Nat sia l’unica da percorrere per te. Tutti ultimamente abbiamo notato stranezze in Mega, come traspare qua e là nel blog, ma il caso tuo mi pare diverso, particolare e di certo qualche cosa di insolito dev’essere avvenuto. Magari sei un precursore, forse un giorno accadrà anche a noi, per quanto non lo auguri a me e tutti gli altri!

    • La cosa più perplimente è che non ti fa fare più upload… anche io risulto in rosso di ben 700 gigabyte ma il sito mi permette di continuare a uploadare (per il momento).

    • sempre dalla whishlist ho anche “Jacques Godbout – Lo spirito del dono” nelle stesse condizioni, fatemi sapere se può servire…

  5. Ciao, grazie per avermi aggiunto. Purtroppo non riesco a copiare o scaricare i file della cartella in quanto “non decriptata”. Nel blog non ho trovato nessuna informazione a riguardo; su Mega non ho la possibilità di inserire nessuna chiave di decrittazione; la cartella è in Sola lettura e non posso copiare o scaricare niente. Potete consigliarmi cosa fare? Grazie mille.

    • Aggiungo un altro dettaglio: se apro le Info della cartella mi viene detto “questa cartella verrà decriptata quando la chiave di decriptazione sarà disponibile “.

  6. Salve cayman81,il Mathnawi–jalal_aldin_rumJalal Al Din Rumi – Mathnawi. Il poema del misticismo universale–Pdf-ce l’ho,il problema e mi rivolgo al Grande Nat,come faccio a postarlo(questo ed eventuali altri?) visto che non ho Mega.

    Saluti!

  7. Carissimo Nat, ho dovuto aprire un nuovo account mega e pertanto ti chiedo di essere ri-aggiunto. Ringrazio in trepida attesa.
    Banale ma …. mi stupisco ogni volta per la qualità dei consigli!
    Saluti a tutta la comunità
    PS
    Ho preparato una cartella nel nuovo account pronta per la condivisione

  8. Buongiorno a tutti! Anche oggi il sole risplende grazie al Mastro Fornaio!
    Mi permetto di aggiungere qualche domanda, tanto per variare, a Chalamov-portatore-di-brezza: se ti occupi anche di filosofia della scienza, possiedi qualcuno dei seguenti?
    Bachelard ou le jour et la nuit
    Promenade Brésilienne dans la poétique de Gaston Bachelard
    Bachelard: L’Enfance et la pédagogie
    Bachelard et Bergson: continuité et discontinuité
    Gaston Bachelard: L’intuition de l’instant au risque des neurosciences
    Les histoires belges d’Henri Poincaré
    Les origines françaises de la philosophie des sciences

  9. Signore e signori,
    c’è qualcuno di questa eccellente comunità che si ritrova in possesso dei 2 corposi pdf de “Il teatro dei secoli d’oro. Testo spagnolo a fronte” ed. Bompiani? A parte motivazione personale, credo che sarebbe ottima offerta per tutti. Sperando di esser in una giornata fortunata, porgo
    i miei più distinti saluti

  10. grazie per il mondo letterario proposto…per Tersite (il rimando ad Omero è sempre benvenuto) e per la parolaccia o starnuto a dir si voglia!

  11. Ripropongo: qualcuno ha il PDF completo di John. D. Barrow “Teorie del tutto. La ricerca della spiegazione ultima” pubblicato da Adelphi? Sto curando la conversione in epub ma nel pdf che ho io (trovato sul mulo mi pare e nel quale manca anche la pagina con l’indicazione dell’anno di pubblicazione e del numero di edizione) manca la pagina 206, cioè si interrompe dove dice “« condizione di assenza di contorno »” e riprende dove dice “modo significativo soltanto le due molecole che collidono, e solo all’istante della collisione.”
    Qualcuno può aiutarmi?
    Saluti.

  12. Veramente interessante. Mi sembra quasi impossibile che possa esistere una cosa del genere. Chiedo anch’io di entrare nel gruppo.
    Grazie
    un saluto a tutti.

  13. Carissimo Natjus mi avevi aggiunto e riuscivo a vedere nel mio Mega l’archivio. Mi sono accorto che splafonavo i miei 50GB e poi è sparito tutto. Cosa è successo? Come devo procedere per tenere almeno i libri che mi interessano? Grazie

  14. Ciao, non essendo riuscito a sbloccare la situazione (che trovate nei commenti precedenti) ho lasciato la quota della cartella. Potrei essere riaggiunto? magari stavolta riesco ad accedere ai file!

  15. Salve. Ho una piccola questione per chi si soffermerà a leggere: a vostra conoscenza è reperibile qualche edizione curata (o magari illustrata, se il blogmaster non mi taccia di oscenità) dell’Aretino?

  16. Salve, perdonate l’impudenza, solo una curiosità: tempo fa ho letto qui un post di qualcuno che si presentava offrendosi di metter a disposizione manuali di lingue straniere, e qualcun altro prospettando tutti i seminari lacaniani sia pur in originale. Si è poi ancora saputo qualcosa?

  17. Al solito ringrazio per gli eccezionali suggerimenti – ne ho in serbo qualcuno “classico” anch’io, a breve.
    Nel frattempo, omaggio Todorov – venuto a mancare ieri – riproponendo il suo preziosissimo pamphlet La letteratura in pericolo, che già avevate molto tempo fa condiviso e di cui ho ampiamente riveduto l’epub, correggendo l’impaginazione e gli errori OCR e rendendo più agile la navigazione con note e TOC: https://mega.nz/#!oEgCRYQb!lzxR5QP7_5bwUpAwPYmLZfwMgJU8YzkVym24kXNLcW0
    Se, a proposito, avete intenzione di allestire una squadra che si occupi di correggere gli epub dei primi periodi, potrei dedicarmi a qualcosina di non troppo invasivo nel tempo libero 🙂

  18. Per Pierre: ho trovato la pagina che ti mancava del libro di John Barrow “Teorie del tutto”. L’ho messa insieme alla pagina del titolo originale. Dovrebbe essere la medesima edizione perchè la pagina precedente finisce e la pagina seguente inizia come hai detto tu. Sono foto fatte col telefonino e quindi non il massimo, ma penso siano comprensibili.
    Ciao
    Giorgio

    https://mega.nz/#F!MxNWEIia!vVRQz822Ew1s2gQ54FtR9w

  19. ciao, sto cercando “Mozart era un figo, Bach ancora di più”. E’ un testo più serio di quel che possa sembrare. Qualcuno ce l’ha?

  20. Ciao a tutti, volevo comprare un ereader per tutti questi bei libri. Quale mi consigliate, visto che avete più esperienza? Con il kindle riesco a importare senza problemi i vostri epub?

    • Il Kindle è un buon lettore ma non legge il formato EPUB. Non è però un grosso problema perché basta convertire l’EPUB con Calibre (programma gratuito scaricabile da internet) in un formato che sia compatibile col Kindle, ovvero MOBI oppure AZW3. Et voilà!

    • Dipende dal budget che hai a disposizione e dalle tue esigenze di mobilità…
      Credo che uno dei migliori sia il Kobo Aura One ma è anche uno dei più costosi , inoltre essendo un 8 pollici ha una pagina di dimesnioni simili a un libro ma ovviamente è meno maneggevole di un 6 pollici.
      Il Kobo Aura da 6 pollici costa quasi la metà ed è un buon lettore.

      • I kobo non li consiglierei, a meno che non abbiano finalmente risolto quei fastidiosi problemi col software. Una lentezza esasperante, e poi dovevi sempre star lì a resettare il sistema ogni tanto.

        • @natjus00 Ciao,io ho provato un kobo per qualche giorno e ho avuto gli stessi problemi.La reattività dei Kindle non ha eguali,ma hanno il grosso limite che tutti conosciamo.Tu quale usi?Io sarei tentato dal Tolino grazie alla Ram da 512 MB.

          • Adesso ho un kindle paperwhite, ma ne ho cambiati diversi: anni fa avevo un ottimo ereader sony (non ricordo il modello) poi malauguratamente passai a kobo. Il Tolino non l’ho mai avuto, non saprei se consigliarlo o meno.

      • Io ho un Kobo Aura da un paio d’anni e mi trovo bene. In tutto questo tempo non ho mai dovuto resettare il sistema e non è per niente lento ( mediamente lo utilizzo una o due ore al giorno)
        È vero che a seguito dei frequenti aggiornamenti del firmware si può incappare in una versione “problematica” ma si risolve facilmente bloccando gli aggiornamenti automatici se si ha una versione che funziona bene.
        Precedentemente ho avuto un glorioso Sony PRS 650.
        Rispetto al Kobo aveva dei dizionari decisamente migliori ed era più preciso nella selezione delle parole. Ma lo schermo del Kobo è migliore e l’esperienza di lettura più gradevole. Purtroppo la Sony ha deciso di abbandonare il mercato e-reader.
        Cmq se vuoi avere una panoramica delle caratteristiche e dei problemi dei vari readers puoi fare un salto su questo forum https://www.mobileread.com/forums/forumdisplay.php?f=50

  21. Salve, cerco il manuale Laterza, autore Boitani, “Guida allo studio delle letterature comparate”. Qualcuno lo consiglia? Grazie mille

    • È capitato anche a me e ad altri: di solito sono bizze di Mega che durano alcuni giorni e si risolvono da sole. Probabilmente è stato puro caso, ma la cartella a me si è decriptata quando sono entrato nell’account con Safari (sì, anche se è solo parzialmente compatibile) mentre già c’ero con Opera. Prendila come segnalazione aneddotica 😉

  22. Salve amici, cercavo due testi che magari qualcuno possiede:
    Cees Nooteboom – Tumbas. Tombe di poeti e pensatori
    Brodskij – Fondamenta degli incurabili
    Grazie

  23. Scusate, ho una domada: nelle cartelle in indice per autore, quando cerco di convertire i files .RAR, calibre mi dice che non si possono aprire perché hanno una psw: di quale psw si tratta? E, una volta entrato in possesso, dove dovrei inserirla? Grazie mille.

  24. LDBisti, scusatemi per la sfacciataggine: una richiesta e una domanda.
    Dove è possibile dissotterrare e le raccolte Pierriana e le Aletiniana, oltre alle Edizioni Kafir?

    Consigliabilità di Terminus radioso di Volodine?

      • Volevo chiedere se qualche utente biblionauta LDBiano è riuscito a scaricare il Terminus Radioso, messo gentilmente a disposizione dal generosissimo En Ny Hermann in un file zip. A me addirittura compare una finestra dove si chiede di ricaricare mega, o qualcosa del genere… A me interessava solo il testo di Volodine, se magari qualcuno potesse linkarlo spacchettato… grazie infinite in anticipo (il fatto è che mi è venuta l’acquolina in bocca raccogliendo in rete informazioni su questo testo, che mi ha ricordato una versione estremista e oltranzista dei capolavori dell’immenso Andrej Platonov:”Cevengur” e “Lo sterro”)..

      • Anche a me interessa “Terminus radioso” ma credo che il file postato gentilmente da En ny Hermann contenga solo Pierriane e Aletiniane e non il testo di Volodine. Attendiamo conferma da parte di En ny.

      • Io non ho mai inserito in un file zip “Terminus radioso”, non avendolo mai avuto. Di Volodine mi sembrano rintracciabili in rete solo testi in originale, sia da Libgen che da eMule, ma niente in italiano. Il file RAR da me indicato qui sopra contiene solo le pierriane e le aletiniane, in risposta alla richiesta di frank, essendo le uniche cose, tra quelle da lui richieste, da me possedute.

  25. Amici,
    visto che è san Valentino vi chiedo se qualcuno possieda, o abbia intenzione di “consigliare” a noi tutti,
    il piccolo libricino Adelphi delle LEttere alle amiche
    di Céline. Che mi dite, c’è qualche possibilità? 😉

  26. Carissimi, ecco la micro-Pierriana (n.4). È poca roba, ma non ho avuto modo di fare di più.

    Pierre Teilhard de Chardin – “Il fenomeno umano” (Queriniana, 2010)
    Pierre Teilhard de Chardin – “L’avvenire dell’uomo” (Il Saggiatore, 1972)
    Roberto Burioni – “Il vaccino non è un’opinione” (ebook Mondadori, 2016)
    Arthur de Gobineau – “Saggio sull’ineguaglianza delle razze umane” (Longanesi, 1965)
    John D. Barrow – “Teorie del tutto. La ricerca della spiegazione ultima” (Adelphi, 1992)

    link: https://mega.nz/#F!5sx0BBra!QCIgnJ07idl5FK2UW3yjEA

    Buona giornata.

  27. Carissimi Argonauti,

    perdonate chiedo consiglio di nuovo, Mega mi sta martoriando.
    Disabilitati gli uploads, nonostante ci sia spazio, non mi fa aprire un nuovo account (con mail diversa, of course) dallo stesso computer.. dove sbaglio?

    Ringraziando tutti, pecco di bulimia libraria chiedendo se qualcuno dispone della Terra desolata e dei sempre ottimi “Sociobiologia” e/o “Sulla natura umana” di Wilson, in italiano (Zanichelli anni ’80) o anche in inglese.

    Spero di poter tornare a contribuire quanto prima, per quanto posso.

    Vi ringrazio molto

    Anteros

  28. Ecco un nuovo articolando; pensato per tutti e in particolare per musicofili esagerati. Alcune annate della rivista “Studi Verdiani” e “Musica e realtà”
    https://mega.nz/#F!8Bp2nTKT!0KXFMNnG0_zo_a0KbO66uQ
    https://mega.nz/#F!hdpThSAa!ky68aEf-MPV6NlloVoRLtQ

    approfitto per chiedere se qualcuno dispone dei volumi del Trattato di antropologia del sacro, diretto da Julien Ries (disponibili in rete vi sono i voll. 2.3.4.e 6 e l’opera è in 10 voll.

    • Ho spostato le due cartelle di cui sopra in questo nuovo link (Articolando n.8); presto altri materiali musicologici

      [spostato in amici di LDB]

  29. Noto che Nick2Nick edita anche i libri da me curati. Non farebbe prima a collaborare con noi come revisore finale di layout? Prometto solennemente che, in seconda pagina, scriverò “Credits: Nick2Nick”.

  30. Grazie impagabile a BruNico per i files di Musica e Realtà… Purtroppo qui su Ldb i libri e i materiali “musicali” sono sporadici….( del resto l’editoria musicale di qualità in Italia non è gran che , anche se ultimamente la situazione è un po’ migliorata…) Se tra noi c’è qualche” benefattore” che ha a disposizione del materiale musicologico avrà “eterna stima ” da parte mia e credo anche da tanti altri. Intanto cercherò di trovare il tempo per procurare anch’io qualcosa di interessante in quest’ambito. Saluti a tutti

  31. Grazie a tutti per il generoso lavoro. Esiste copia de L’arte del rinascimento in Italia di Campbell.
    Posso avere un invito?
    Grazie Gino

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